Un errore, per chi l’ha dipinto. All’origine la ‘commissione’ era per un monocromo rosso. Si trattava di uno dei primi esperimenti astratti dell’artista ed il risultato è letteralmente evaso dalle attese dell’artefice e da quelle del committente, con diffuse increspature ed infiltrazioni nel rosso del giallo sottostante. Un errore, per chi l’ha dipinto, una piacevole sorpresa per me che l’osservavo: evidentemente, il fare (anche quando su richiesta, ed addirittura su richiesta di vile arredamento) genera un legame saldo tra il progetto e la realizzazione, legame che si alleggerisce quando l’opera è finita e che si annulla quando l’opera viene resa pubblica. Mi trovavo tra le mani, insomma, un’opera inaspettata.
All’inizio pensavo che l’appeso mi piacesse per ragioni figurative: perché sembrava riportare alla mente un soggetto, magari un elettroencefalogramma o, a guardare bene, un fiume immerso nella sua erba. In realtà so che mi piace perché ha tagliato i ponti con l’autore, con l’essere opera e con qualsiasi significato. Essendo un errore, insomma, è libero e posso osservarmelo di sfuggita quando faccio colazione o ascolto musica, come un monolito silenzioso.
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