Deludentissima l’ultima opera di Ang Lee. Il costante calligrafismo visivo affossa il tentativo di fondere melò, noir e coralità della storia, con la prima ora della pellicola che vaga tra messa a fuoco storica ed elaborazione dei personaggi, senza decisione e senza nerbo. Che noia. Un palpito di vita si comincia ad avvertire solo quando si passa dal racconto collettivo a quello personale, dando finalmente spazio alla protagonista.
Purtroppo, il calligrafismo sottrae vigore a qualsiasi approfondimento formale sui generi e tutti gli stereotipi del melò sono alla porta, tanto da togliere ogni linfa agli sviluppi psicologici di Wong Chia Chi (l’attrice Wei Tang): il personaggio è mosso dall’esterno (è nient’altro che il melò nudo ad agire per suo tramite), è vago nei gesti e in una risolutezza di cartone. Talmente vago da rendere il titolo internazionale del film, obiettivamente incongruo (ed ovviamente in odor di blockbuster), quantomeno omogeneo alla narrazione; se, infatti, non sussiste un vero e proprio nucleo di senso nello sviluppo del personaggio, tanto vale prendere come riferimento le scene del film di maggiore impatto… Per quanto riguarda queste ultime, poi, si tratta di estenuanti divagazioni amatorie che ricordano più gli spot di scarpe da ginnastica che del buon cinema. Peccato, almeno I segreti di Brokeback Montain era una pellicola di solida mediocrità.
Lussuria. Regia: Ang Lee Sceneggiatura: Eileen Chang, James Schamus Cast: Tony Leung Chiu Wai, Wei Tang, Joan Chen, Lee-Hom Wang Durata: 157′ Anno: 2007
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