Ristoranti africani a Roma

11 feb
2008

Scritto insieme a Violetta Rossi:

La cucina etiope ed eritrea è tra le realtà gastronomiche “esotiche” meglio rappresentate a Roma, probabile effetto di un’immigrazione di vecchia data, ben radicata nel tessuto cittadino. I numerosi locali, frequentati tanto dagli italiani quanto dagli africani (a garanzia della loro autenticità), sono accomunati da una gestione cordiale, dai prezzi abbordabili, dall’ambiente caldo e vivace.

Le proposte gastronomiche sono piuttosto uniformi: si inizia con gli antipasti, quali i sambusa (involtini di pasta fritti, ripieni di carne e verdure) e le felafel (polpettine fritte di farina di ceci e spezie). Il piatto forte è costituito da preparazioni di carne più o meno speziate (lo zighinì di manzo o di agnello, l’aliccia di agnello con patate e carote, il tibsi, il dorho di pollo con uova, il kitfo di carne cruda) servite con una garniture di crema di lenticchie rosse e verdure stufate in un ampio piatto, sopra il pane tradizionale (ingera). L’ingera si presenta come una larga cialda spugnosa, dal forte gusto acidulo di lievito (l’impasto deve riposare per 2-3 giorni); si spezza e si usa per raccogliere e portare alla bocca le carni e le verdure (vietate le posate!).

Alcuni ristoranti propongono anche il couscous vegetale o di carne, più delicato e meno speziato del corrispettivo maghrebino. Il pasto si conclude con dolci a base di sesamo, con un bicchiere di tè aromatizzato o con una fragrante tazza di caffè al cardamomo.
Ecco un elenco, con breve descrizione, dei ristoranti che abbiamo provato:

ADULISS Via Milazzo, 1/C. Si trova nei pressi della Stazione Termini ed è il meno ‘occidentalizzato’ (la clientela è per lo più africana). L’ambiente, caratterizzato da alte pareti decorate, è un po’ fosco e mesto. La cucina è più che dignitosa, ma il menu ristretto. Costo: 15 € Voto: 6

AFRICA Via Gaeta, 26. Menu ampio, ottima materia prima (verdure incluse), servizio cordiale ed attento. Il locale è spazioso, arredato con una calda sobrietà e decisamente accogliente. Eccellenti le portate proposte: dal classico zighinì al couscous vegetale, dal kitfo (che evidenzia la qualità della carne) al piccante e sapido dorho. Non dimenticando gli antipasti canonici: i sambusa sono ben eseguiti (niente colate vulcaniche di unto, per intenderci…) ed equilibrati nel rapporto tra farcia e pasta esterna, così come ottime sono risultate le felafel, per consistenza della frittura ed evidenza dei sapori nell’impasto. I piatti unici sono eleganti, con sapori vigorosi ma al tempo stesso in armonia reciproca. Nel suo genere, una proposta gastronomica encomiabile. Costo: 15-20€ Voto: 8

ASMARA Via Cernaia, 36. Senza infamia e senza lode. La materia prima in sé è discreta ma le porzioni di carne, nelle portate principali, sono piccole. Locale comunque dove è piacevole fare una sosta ogni tanto. Accoglienza gentile e garbata. Costo: 15€ Voto: 6+

ETIOPIA Viale Regina Margherita, 239/a. Quando le apparenze ingannano. L’entrata del locale non promette nulla di buono, malmessa e posta in una losca penombra; ma deglutite, fatevi coraggio ed entrate. Perché uscirete soddisfatti. Sapori forti e tagliati con l’accetta (è il caso di dirlo, visto l’ingresso del ristorante…), valide materie prime, servizio premuroso. Un must per i più intrepidi tra i commensali: il dulot (interiora d’agnello) servito come portata principale, gustosissimo. Tutti i piatti assaggiati nelle diverse occasioni in cui abbiamo mangiato qui sono risultati di qualità più che discreta. Costo: 15€ Voto: 7+ Il ristorante è stato chiuso.

SAHARA Viale Ippocrate, 43. Una piccola delusione. Per carità, nel complesso si tratta di un locale gradevole, con portate principali che attestano la ricerca di una buona qualità negli alimenti. Primo difetto: servizio in affanno nelle giornate e negli orari di punta, con una coordinazione non certo impeccabile. Secondo difetto: presi singolarmente gli ingredienti sono validi e le cotture corrette ma i piatti, nell’insieme costituito da pietanza principale, contorno ed ingera, risultano slegati; questo a causa di una ricercata (e, bisogna dire, coerente nelle varie vivande) esilità dei sapori, che purtroppo mal si sposa con la pienezza al palato dell’ingera. Felafel non memorabili, dalla frittura grossolana (peccato, perché l’impasto è discreto). Costo: 20-25€ Voto: 6+

TAVERNA DEL MOSSOB Via Prenestina, 109. Anche in questo caso, l’apparenza inganna. Il locale sorge in una zona periferica e ha un’aria un po’ dimessa e solitaria, ma propone un’ottima cucina, a prezzi più che onesti (siamo, come si può vedere nell’indicazione del Costo finale, nella “fascia bassa” di prezzo per i locali segnalati). Il menu comprende, al solito, gli antipasti e i piatti di carne tradizionali, saporiti e abbondanti. Il servizio è cortese. D’estate è disponibile uno spazio all’aperto. Costo: 15 € Voto: 7

Non si tratta, chiaramente, di un elenco esaustivo dei ristoranti africani presenti nella capitale. Sono ben accette, quindi, integrazioni. Come al solito, nel computo del costo medio non sono comprese le bevande.

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