Krautrock in podcast, Social Objects ed elucubrazioni varie

27 feb
2008

Puntata, lunga e succosa, del podcast di Gianluca Polverari sul cosiddetto Krautrock (Popol Vuh, i primi Tangerine Dream, Amon Duul II ecc…). Interessante per chi volesse avere un primo contatto con questo affascinantemente nebuloso crogiuolo musicale. Peccato per l’assenza dalla track list di brani di Klaus Schulze, tra gli artisti più creativi fra i Corrieri Cosmici.

Se si pensa allo sviluppo che ha avuto la musica rock da Chuck Berry ai Popol Vuh di In Den Garten Pharaos, si nota anche come questo sviluppo abbia avuto una battuta d’arresto, inesorabile ma al tempo stesso avvertita comunemente (a torto o a ragione) come naturale; il confronto con la complessiva esperienza della musica “colta” europea è istruttivo: in questa una teleologia della complessità è percepibile con chiarezza (anche quando la riflessione estetica prendeva posizione di netta contrarietà, come nel caso dello Empfindsamer Stil di un compositore come Quanz), nella storia del rock invece l’articolazione linguistica e la stratificazione delle forme non è stata e non è che un epifenomeno, almeno per la gran parte del pubblico. Insomma, nel rock non c’è stato un progressivo allontanamento dalla forma canzone: ci sono stati circolari allontanamenti, per poi procedere ad un ritorno al punto di partenza. Uno dei motivi di questo è che, probabilmente, la produzione musicale rock genera e stimola dei Social Objects in ambienti iperframmentati e dalla tendenza alla fruizione rapidissima; questa può essere una efficace controspinta a qualsiasi tensione accumulante verso la complessità.

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