La solita questione: ma servono a qualcosa le guide per i ristoranti? La mia opinione è che tutte le guide siano fondamentalmente inaffidabili (reticenze, scarsa omogeneità nelle schede, connivenza tra gestori dei locali e taluni recensori, ecc…) ma, ahimè, indispensabili. Soprattutto quando si vive in un sottoscala della ristorazione come Roma. Questo perché se faccio un giro per la Normandia posso permettermi, senza troppi rischi per la salute, di entrare in un locale a caso, se mi trovo a Roma no; qui ho bisogno, quanto meno, di riconoscere a vista gli infrequentabili: e spulciando le guide, sgranando come rosari i menu esposti e prestando un po’ di attenzione, i locali infrequentabili si riescono ad individuare.
2 Responses to Sulle guide gastronomiche
Mauro
aprile 8th, 2008 at 07:04
Sinceramente non capisco! Non capisco questi critici, forse nessuno di voi ha avuto a che fare con uno di loro, non capisco queste guide che molte volte danno punteggi basati non so con quale criterio, infatti ci sono ristoranti, certamente di classe, ma che propinano piatti immangiabili a costi esorbitanti e ristoranti meno appariscenti ma con tanta qualità nel piatto. Penso che molti, per non dire tutti, debbano, prima di visitare un ristorante trascorrere una serata al cinema, magari con il nipotino, a vedersi “Ratatuille”, forse riuscirebbero a comprendere che non è solo l’apparenza che serve a un ristorante o a uno chef per soddisfare il cliente, certo.
Vorrei vedere una volta tutti questi nomi “prestigiosi” di chef a confronto con nomi meno noti ma che tutti i giorni devono combattere le varie battaglie con brigata di cucina, titolari, fornitori e in fine ma non ultimi clienti e brigata di sala che molte volte si inventano l’inesistente.
Vorrei dare a tutti loro tre modi per mettere in mostra: 1) un certo quantitativo di prodotti, per tutti uguali, 2) la possibilità di poter acquistare direttamente sul mercato e mettere in opera i prodotti da loro scelti, 3) tempo di esecuzione uguale per tutti e senza aiuti.
Poi vorrei che questi “gastronomi” giudicassero, senza sapere chi a fatto cosa, e dessero le loro valutazioni, ma vorrei, inoltre, dar modo ad una commisione di esperti, nominata con certe crismi, desse il proprio giudizio.
Voi cosa pensate? credo che cadrebbero molti “miti”.
Un saluto a Raspelli e a tutti i suoi o ex colleghi.
Mauro Spadoni
alessandro
aprile 8th, 2008 at 17:56
Ecco, concordo sul delizioso Ratatuille…
Sì, immagino anche che un bel blind test gastronomico sarebbe un salutare terremoto.
Grazie per il bel commento, vivace e “sentito”!