Scritto insieme a Violetta Rossi:
È consuetudine dire che i ristoranti cinesi siano tutti uguali. Non è proprio così. Certo, esiste una vasta zona opaca in questa pervasiva e tenace forma di ristorazione: antri mefitici e sozzi in cui le zuppe assembrano liquami primordiali, le pietanze principali navigano in cupi mari di melma ed i camerieri offrono al cliente più intrepido il dubbio conforto di ben allenate paresi facciali.
Eppure, nell’insieme, la ristorazione cinese capitolina merita rispetto e considerazione: sparite ormai quasi del tutto trattorie ed osterie, trasformate quelle che restano in oggetti gastronomici di marmoreo folklore (in cui, tra l’altro, si paga a carissimo prezzo la beatitudine impiegatizia dell’immobilità gastronomica), i locali di cucina cinese o sedicente tale rimangono tra i pochi luoghi in cui sia possibile mangiare ancora a costi contenuti (a volte addirittura dignitosamente…), con un servizio solitamente cortese ed attento al cliente. Insomma, le alternative per una solida ristorazione alimentare sono davvero poche a Roma e la comunità cinese è riuscita a ritagliare e forgiare, bisogna dire con ammirevole intelligenza, uno spazio proprio in tal senso; questo, va detto, anche a causa di scelte francamente deliranti di molti ristoratori autoctoni della capitale.
Ecco quindi un duplice elenco di locali cinesi. La prima sezione, quella dei “Fuori concorso”, raccoglie quei ristoranti che si segnalano per la qualità della proposta gastronomica: sono locali, cioè, in cui si consiglia di andare per il puro piacere del palato. La seconda sezione, quella più nutrita, contiene invece una lista di ristoranti popolarmente alimentari caratterizzati dal basso prezzo e da una qualità decorosa delle pietanze: qui non si viene per mangiare ma per rifocillarsi (pare una banalità ma andatelo a spiegare alla gran parte dei ristoratori nostrani…).
Date le caratteristiche delle due liste e del tipo di ristorazione trattata, non si è reputato necessario attribuire punteggi ai singoli locali. Il costo finale è calcolato, al solito, senza tener conto delle bevande.
Fuori concorso:
Court Delicati Viale Aventino, 39. Eccellente. Court Delicati è un ristorante cinese che presenta nel menu anche piatti della cucina malese e thailandese: la qualità delle pietanze provate è mediamente alta (buonissimi i ravioli al vapore), con una nettezza di sapori e profumi assente nella gran parte dei locali similari di Roma. Scordatevi la comune (e simpatica) paccottiglia cineseggiante alle pareti, i draghi finti ed i vari altri esotismi d’accatto: l’ambiente qui è da trattoria borghese. Il costo è adeguato al livello della proposta gastronomica. Ricordatevi di prenotare! Costo: 20/25€
Green T. Via del Piè di Marmo, 28. Locale che propone una cucina cinese di alto livello con innesti dalla tradizione giapponese. Memorabili, tra le varie pietanze, l’anatra laccata secondo la regola di Pechino ed il maiale del Grande Timoniere. Ottima materia prima, preparazioni articolate ma leggere e gustose, ambiente sobrio e di fresca eleganza. Una piacevole sorpresa, fuori dall’immagine stereotipata della cucina cinese. Il prezzo finale può sembrare eccessivo ma la proposta gastronomica non è paragonabile a quella di altri locali. Del resto, se si pensa ai tanti ristorantacci “de pesce” nella capitale dai prezzi molto più alti ed i cui gestori, se va bene, hanno l’unico merito di sapere dove trovare del pesce fresco… Costo: 50€
Hang Zhou Via San Martino ai Monti, 33/c. Senz’altro il miglior cinese “normale” a Roma. Menu vasto e dall’ottimo livello medio: da provare sia i piatti tipici (ravioli al vapore, involtini primavera, ecc…) che le pietanze meno consuete. La differenza principale con gli altri locali cinesi? Qui si sentono distintamente tutti i sapori nei piatti (la materia prima è di livello apprezzabile), senza quella presenza costante del glutammato che avvolge come nebbia i pasti nei peggiori cinesi di quartiere. Preparatevi a lunghe file prima di potervi sedere ad un tavolo. Costo: 15/20€
Mr. Chow Via Barberini, 94. L’esterno del locale è sobrio, quasi ascetico se lo si confronta con le entrate pirotecnico-baracconesche della gran parte dei ristoranti cinesi romani. Varcata la soglia, gli interni sono accoglienti, con il giusto spazio tra un tavolo e l’altro. La nostra visita inizia bene: le consuete salse da accompagnamento risultano essere di qualità (davvero buona la consistenza della salsa agrodolce). Gli antipasti provati, ravioli al vapore ed involtini primavera, rendono subito evidente l’impostazione del ristorante: sapori netti e puliti, con una valida scelta delle materie prime. Croccante il giusto la frittura degli involtini e sapidi senza strafare i ravioli. Stessi risultati nei primi e nei secondi assaggiati (in particolare, ottimo ed equilibrato nei sapori il pollo con funghi e bambù). Decisamente gradevole anche il dessert, il solitamente stucchevole dolce cinese con fagioli di soia. Il menu non è certo vasto ma, vista la qualità delle proposte, questo non è certo un problema. Costo: 20€
Ristoranti cinesi alimentari (prezzo medio 10-15€):
Città in Fiore Via Cavour, 273. Recentemente rinnovato: ambiente più curato, menu più ampio (con tanto di pagina dei piatti speciali!). Non siamo ancora ai livelli di Hang Zhou né, a nostro parere, di Ru Yi ma gli involtini primavera freschi sono gustosi, l’anatra speciale è nel complesso decorosa (anche se la carne è risultata un poco stoppacciosa…) ed il resto delle pietanze si attesta su di un più che sufficiente livello generale. Lieve aumento complessivo dei prezzi ma si mangia ancora con meno di 15€.
Feida Via Vespasiano, 54-54A. Certo, il nome della strada in cui trova dimora questo ristorante cinese non promette nulla di buono. Il locale stesso, poi, piccolissimo e defilato, fa pensare più ad un’asettica lavanderia a basso prezzo che ad un accogliente ricettacolo di prelibatezze orientali. Chi si siede ad uno dei pochi tavolo del ristorante Feida, però, può apprezzare una discreta cucina che utilizza materie prime di sufficiente qualità e che è caratterizzata da una sostanziale correttezza nelle preparazioni.
Grand Dragon Via Nomentana, 49/51. Nei pressi di Porta Pia, questo ristorante è senza dubbio tra i migliori cinesi della capitale. Il locale è piacevolmente rumoroso mentre le pietanze proposte sono caratterizzate da discrete materie prime e da una buona cura nelle preparazioni. Da provare l’anatra.
Gui Lin Via delle Robinie, 85-89. Avete visto ultimamente 1997 Fuga da New York e volete provare il brivido futuristico del localino cinese di borgata? Niente di meglio di questo ruspante ristorante a Centocelle. Incredibilmente, non si mangia affatto male e l’ambiente possiede un indubbio fascino. La cena vi costerà più o meno quanto un biglietto del cinema (per rimanere in tema).
Ristorante Cinese Nazionale Via delle Vigne Nuove, 40-40/A. Vedendolo dall’esterno questo ristorante fa venire alla mente, invariabilmente, quattro semplici parole: IO QUI NON ENTRO. Una costruzione scrostata e fatiscente, qualche cameriera che si affaccia sconsolata all’ingresso, il vuoto nella sala visibile da fuori. In realtà, questo locale malmesso si è rivelato una vera e propria sorpresa: superata la sala d’entrata costantemente vuota, si viene introdotti in una saletta vivace e ben tenuta; il menu disponibile è piuttosto ampio, le fritture sono tecnicamente ben fatte e l’involtino fresco si è rivelato decisamente gustoso. Niente da eccepire, si tratta di un solido ristorante di quartiere. Da provare.
Il Rubino Via Marmorata, 179. Si è trattato, per noi, di una gradevole scoperta. Abbiamo cominciato con il nostro “test di ammissione”, zuppa agropiccante e ravioli al vapore: entrambi ben realizzati e saporiti. Poi spaghetti saltati con aromi misti, riso “satateb” con carni miste, anatra arrosto, tre colori pesce carne pollo… Tutto quello che abbiamo mangiato è risultato di buona fattura. Servizio, come è consuetudine nei ristoranti cinesi, garbato e veloce (del resto, mica siamo finiti nella tipica trattoria romana!).
Ru Yi Via Valadier, 14. Buoni gli involtini primavera espressi, discreto il resto. Una spanna sopra gli innumerevoli locali cinesi della città ma non al livello di Hang Zhou.
Sandokan Via Messala Corvino, 3. Il nome evoca azzuffati agoni esotici, animali dagli appetiti ferali, verdi ombre e zanne bianche. Un simile sapido immaginario diventa, in questo localino in zona Tuscolana, un incontro non disdicevole tra cucina cinese, thailandese e malese. Senza grandi pretese, ovviamente. I sapori saranno magari non troppo incisivi ma le pietanze servite sono piacevoli, piuttosto profumate e realizzate con sufficiente perizia. Insomma, se passate da quelle parti e cercate un cinese “non troppo cinese” fateci un salto in tutta tranquillità.
Il sole d’oriente Via Giuseppe Prina, 6. Classico cinese di quartiere ma con qualcosa in più: il menu è più ampio del solito, con qualche piatto desueto come il vitello allo zenzero e l’anatra con banana. La qualità complessiva è più che decente. Gradevoli le zuppe che, almeno qui, non sono costituite dal consueto frappè di glutammato. Le cameriere parlano un italiano fluentissimo, con fiammeggianti smitragliate di congiuntivi da far impallidire un accademico della Crusca.
Wang Xiang Lou Via del Viminale, 5/A. In quella zona di Roma, tra via Nazionale e via Cavour, in cui la fa da padrone una ristorazione acchiappaturisti per lo più sciatta e costosa, questo piccolo locale a due passi dal Teatro dell’Opera rappresenta per l’avventore una buona occasione per rifocillarsi senza spendere una fortuna. Il menu è quello classico della cucina cinese “all’italiana”, curiosamente contaminato con alcune specialità messicane. La qualità delle pietanze è mediamente discreta (ma i ravioli al vapore sono risultati un po’ troppo secchi nella pasta esterna), il servizio molto cortese.
Wok 3 Viale Regina Margherita, 234-236. Valido cinese/giapponese alimentare, forse uno dei migliori in città per quanto riguarda la cucina cinese “alimentare”. Da provare il fornelletto mongolo piccante ed i discreti ravioli di carne.
Ultimo aggiornamento: 2/7/2009
4 Responses to Ristoranti cinesi a Roma
zingari
agosto 17th, 2008 at 18:12
Ottima la lista
Ecco il numero di Gui Lin 062313699 il mio preferito, parlate con il capo e chiedete se vi prepara un piatto di palle di drago (non in listino e costa poco).
Insuperabile Hang Zou è talmente buono che ci puoi portare una ragazza e non fare la figura del pulciaro.
Alberto
settembre 6th, 2008 at 14:05
Aggiungerei senz’ altro, nella lista che vuoi, “Court Delicati” a viale Aventino. Con Hang Zou è secondo me l’unico ristorante che non sfigurerebbe a Shanhai.
Miro
settembre 25th, 2008 at 09:01
L’autore del pezzo “Ristoranti cinesi a Roma” si è dimenticato di inserire tra i fuori concorso: “Court Delicati” di Viale Aventino. Concordo pienamente con Alberto. Provare per credere.
alessandro
novembre 14th, 2008 at 12:59
Andremo da Court Delicati prima possibile. Grazie ad entrambi per il suggerimento.