Una regia pletorica, tutta risolta nel particolare minuto e nella singola scena, che non riesce a fare corpo con il protagonista. La sovrabbondanza di citazioni e la stilizzazione continua spaccano infatti il personaggio principale in due: da una parte c’è un mero simbolo del potere, dall’altra sussiste una maschera vuota che viene semplicemente applicata al corso degli eventi di cronaca. A parte qualche momento ben riuscito (gli incontri privati della corrente andreottiana, ad esempio, con quel clima sulfureo e funereo in cui le esalazioni del male si fanno toccare con mano), l’impressione è quella di una crosta formale che nasconde una sotterranea indecisione narrativa. O la storia o il simbolo.
Se si soffia su tale involucro, quindi, quello che rimane è poco più di un buon film per la televisione “con gli steroidi”: montaggio accurato, bei movimenti di macchina, attori in gran spolvero. Manca però la polpa: soprattutto manca una sceneggiatura che risolva il protagonista negli eventi narrati, senza la scorciatoia della giustapposizione fittizia (e non basta surrogare questo con un montaggio alternato efficace…). Toni Servillo è, banalmente, eccellente.
Il Divo. Regia: Paolo Sorrentino Cast: Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci Durata: 110′ Anno: 2008
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