Quando mi piace (o non mi piace) un album presente su Jamendo ho sovente il dubbio: lo commento sul blog o direttamente sul portale? Il punto è se voglio essere più l’autore-persona di un’opinione o parte di un filtro collettivo che, attraverso le direzioni date dall’insieme dei commenti espressi, consenta di dare visibilità verticale ad un brano o ad una band (ricreando, per intenderci, una delle funzioni principali delle label).
Allo stato attuale la domanda è indecidibile. Il nodo si scioglierà quando Jamendo e similari, oltre a fornire un servizio di condivisione e community forniranno anche il “servizio di un servizio”: qualsiasi valore aggiunto che nasca dall’inserimento di informazioni e giudizi personali nella community e che non coincida, semplicemente, con la visibilità stessa delle informazione e dei giudizi.
Adesso commentare su Jamendo invece che in un proprio blog è solo questione di scatole cinesi: si deve scegliere se ritagliarsi uno spazio personale (e quindi essere visibile attraverso i motori di ricerca, i feeds ecc…) oppure se incastonarsi nel recinto di una community. Ma la community è comunque tendenzialmente statica nella struttura (e quindi anche nelle aggregazioni che portano una maggiore o minore visibilità), mentre la “messa in luce” attraverso feed e motori di ricerca ha una connotazione molto più variabile: non è detto che sia sempre e comunque più facile, ad esempio, entrare in contatto con degli amanti del bebop scrivendo recensioni su Jamendo invece che buttando giù qualche post in un blog.
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