Martucci a Santa Cecilia

6 apr
2009

Sabato pomeriggio sono andato all’Accademia di Santa Cecilia. Nel corso del concerto, diretto da Antonio Pappano, sono state eseguite la Sinfonia n.8 Incompiuta di Schubert, l’Adagio dalla Decima sinfonia di Mahler ed il Concerto per pianoforte e orchestra n.2 di Giuseppe Martucci (pianista Bruno Canino). Quello che mi interessava maggiormente era proprio quest’ultimo Concerto.

Di Martucci conoscevo la seconda sinfonia ed alcuni brevi brani per orchestra. Tutta musica che magari non ti inchioda alla poltrona durante l’ascolto ma che risulta piacevole e ben scritta. Il Concerto per piano n.2, che non avevo mai ascoltato in precedenza, è stata una gradevole conferma: scrittura per pianoforte scorrevole ed accorta (Martucci è stato un eccellente pianista: si sente), echi brahmsiani presenti ma non soffocanti, un gusto melodico in taluni casi incisivo ed in altri di “alta” routine tardoromantica.

I difetti? Soprattutto la presenza di un primo movimento davvero pletorico, caratterizzato da una sovrabbondanza di episodi, alcuni riusciti altri meno, mal raccolti e privi di unitarietà e coerenza. Un attestato di fede tardoromantica, con le esplosioni di ordinanza ed i turgori orchestrali che ci si aspetta, che non convince granché. Godibili, invece, il secondo e soprattutto il terzo movimento, quest’ultimo davvero felice. Nel complesso, comunque, si è trattato di un primo ascolto piacevolissimo.

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