Temino in 600 battute: “I blog sono morti?”

7 giu
2009

Cara maestra,
un tempo per sviluppare una rete di relazioni era necessario creare contenuti. Creando contenuti ed essendo letti, si era riconoscibili. Si diceva Io.

Ora le reti di relazioni si alimentano, per lo più, all’interno dei social network. Non c’è bisogno di dire Io: si è già rintracciabili come singole identità e non a causa dei contenuti che si pubblicano.

I blog rimangono per generare contenuti. Per tutti gli interessati. Atti di scrittura che sollecitano destinatari: li sollecitano ma non li presuppongono e, se li presuppongono, non li riconoscono.

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4 Responses to Temino in 600 battute: “I blog sono morti?”

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Giulia

ottobre 1st, 2010 at 14:48

Probabilmente violo la netiquette, commentando un post datato più di un anno fa, ma mi perdonerai visto che sono nuova della blogosfera :-)
Mi è piaciuto davvero molto il tuo “temino”, talmente tanto che l’ho riportato per intero in un mio intervento sulla presunta agonia dei blog. Ho apprezzato l’immediatezza dei concetti, così diretti … insomma è il post che avrei voluto scrivere io!
Complimenti!

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alessandro

ottobre 2nd, 2010 at 13:05

Grazie mille, per entrambi i commenti. :) Guarda, mi fa molto piacere che venga commentato un vecchio post: non credo nella necessità dell’urgenza, in tutto e nonostante tutto, e se quello che si scrive – per nella voracità degli altri contenuti che premono contro – acquista una qualche minima forma di permanenza sono contento. Il blog ha ormai una venatura di inattualità, richiede pazienza e limature, e questo secondo me lo rende un mezzo di scrittura forse anche più interessante di quanto fosse in passato.

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Giulia

ottobre 4th, 2010 at 17:08

Sono del tuo stesso parere, il blog deve essere anche un pò archivio, una strana biblioteca di interventi, dove andare a ritrovare riflessioni, magari non più attualissime, ma che con il tempo guardiamo con altri occhi e scopriamo interessanti. C’è un blog (Maestrini per Caso) che sebbene sia stato chiuso nell’ottobre 2009 io continuo a spulciare ogni tanto … nessuna urgenza, appunto.
Questa visione però non è del tutto scontata, mi è capitato di leggere nelle regole di gestione di un blog che comunque seguo e apprezzo: “se commentate i post vecchi, nessuno vi risponderà” e chiedermi: “nemmeno l’autore?”.
A presto!
Giulia

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alessandro

ottobre 7th, 2010 at 22:35

Sì, soprattutto con l’adozione di massa dei social media anche il modo in cui si percepiscono i blog è cambiato. Se i contenuti più effimeri li gettiamo in pasto a Facebook o Friendfeed è chiaro che quanto si finisce per scrivere su un blog acquista uno statuto di maggiore permanenza: non è una questione (solo) di valore (se ci pensi, i quotidiani vengono percepiti come qualitativamente rilevanti pur venendo letti alla svelta e subito gettati) ma proprio di come si organizza il tempo della scrittura e della lettura. A presto

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