Negozi di musica online, non avrete il mio scalpo

10 giu
2009

È passato molto tempo da quando ho comprato l’ultimo CD musicale e finora non ho mai acquistato singoli brani o album interi negli store online. Ciò significa che, almeno nel mio isolatissimo caso, c’è una domanda ma non c’è un’offerta soddisfacente.

Ultimamente ho messo alla prova Classical Archives. Come è facile intuire, si tratta di un negozio di musica online dedicato interamente alla musica classica. Il catalogo è appetibile ed i file sono in MP3 a 320kbps senza DRM: ciò è buono e giusto. Non ci siamo ancora con i prezzi, però. I costi per traccia sono variabili con un’ampia escursione (scelta intelligente quando, come nel caso della musica classica, non può essere applicata la comune equivalenza tra singola traccia e brano breve), anche se in modo poco omogeneo. Ma i prezzi sono ancora troppo alti.

Facciamo la prova Naxos: prendiamo un CD di questa famosa casa discografica a basso prezzo (un singolo CD viene, solitamente, 6.50€) e vediamo quanto lo fa pagare lo store online di turno. Classical Archives, dunque, vende gli MP3 di un intero album Naxos a 7$. Decisamente troppo, anche se questo store ha almeno la correttezza di stabilire un prezzo apposito per i CD a basso costo. Album di altre case discografiche costano fino a 12$. Un’enormità, visto che ciò che si acquista sono semplicemente dei file, senza supporto, custodia e libretti associati.

C’è qualcosa che non funziona nella vendita online di musica classica. Se io compro dei file MP3 significa, almeno allo stato attuale delle cose, che ho già scelto il dispositivo destinatario dei miei ascolti: PC o lettore musicale portatile che sia. Cioè, i file MP3 hanno un destinatario implicito, i CD no. Data la qualità audio dei tipici dispositivi per l’ascolto degli MP3, l’acquisto della musica classica è più orientato alla scelta delle composizioni che alla scelta degli interpreti: su un lettore che porto in metro, infatti, poco mi cale che il direttore della sinfonia che ascolto sia Karajan o Boulez.

Insomma, quella premessa che ha portato il mercato della musica classica ad essere prima drogato (non paghi per le sinfonie di Beethoven, paghi per il Grande Interprete) e poi in collasso, nell’acquisto dei file MP3 non può funzionare con la medesima facilità. Anzi, almeno nel mio caso specifico di acquirente non funziona per nulla.

Non basta, infatti, aumentare il bitrate a 320kbps per creare interesse e far risultare normale il pagamento di 12$ per il trasferimento di un’ora di musica: un file a 320kbps è comunque un file compresso a trasformazione limitata, un CD è invece un supporto a trasformazione teoricamente infinita; posso, infatti, prendere un CD e trasformarlo prima in un unico file lossless, poi spezzettarlo in numerosi file lossy a 320kbps e, ancora, farlo a brandelli e triturarlo fino a creare dei piccoli file musicali ad alta compressione. Un file MP3, pur di alta qualità, se trasformato in altro produce un vistoso decadimento della qualità.

Finché gli store online di musica classica non avranno una politica di prezzi realistica, comparabile a quella adottata da Brilliant Classics (costo massimo per CD 2,99€ su www.zweitausendeins.de), quindi, di file MP3 acquistati in rete non vorrò sentirne parlare. Il mio scalpo non l’avranno.

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