Molti dei migliori tweet (i brevi messaggi che appaiono nel social network Twitter) sono fieramente concisi, altri allargano a dismisura il cerchio scuro dell’incertezza interpretativa. Alcuni post su Twitter, poi, coniugano con vittoriosa efficacia entrambi questi elementi. È il caso di un subito famoso tweet di Bret Easton Ellis, l’autore dei romanzi American Psycho e Le regole dell’attrazione (The Rules of Attraction). Questo messaggio è stato scritto il 28 gennaio ed è facile identificarne il contesto: la morte dello scrittore Jerome David Salinger, avvenuta nel medesimo giorno. Ecco il tweet:
Yeah!! Thank God he’s finally dead. I’ve been waiting for this day for-fucking-ever. Party tonight!!!
Tradotto in italiano suonerebbe, più o meno, così: «Evviva! Grazie a Dio è morto, finalmente. È una vita che aspetto questo giorno, che cazzo. Stasera bisogna festeggiare!!!». Se il contesto del breve messaggio è facilmente scioglibile, più difficile è l’interpretazione del messaggio stesso. Bret Easton Ellis è contento della morte di Salinger perché non ama l’autore o il romanzo più noto di questo, Il giovane Holden (The Catcher in the Rye)? Lo scrittore di American Psycho vuole ribaltare la retorica meccanica che porta ad esaltare l’appena-morto o desidera manifestare il fastidio per il peso opprimente dell’opera di Salinger? Oppure, ancora, il tweet fornisce una sapida autoparodia del mondo narrativo di Ellis?
Butto qui un’interpretazione alternativa: io credo che Bret Easton Ellis sia, in realtà, un fervido ammiratore di Salinger, autore che per una vita intera ha cercato di essere un classico (sparendo, letteralmente) ed ora classico lo è diventato sul serio. Perché si diventa dei classici solo morendo, per mille ragioni note e meno note (una delle quali è che si preferisce, comunemente, parlare con i morti piuttosto che stimare i vivi). In realtà, questo denso tweet di Ellis l’avrebbe potuto scrivere Salinger stesso.

2 Responses to Bret Easton Ellis, Salinger, i classici
Fabio Padovan
febbraio 1st, 2010 at 21:35
credo la tua interpretazione esatta. Per uno scrittore che voleva rimanere nell’anonimato l’atto della morte è lberatorio.
alessandro
febbraio 2nd, 2010 at 12:53
Mi fa piacere sapere che non sono il solo ad aver letto il tweet in questo modo.