[Un Aprecipizio scritto per Mario Pischedda, nel battesimo dei 200.000 visitatori per il suo blog]
But I can’t understand the different you / In the morning when it’s time to play / at being human for a while. La chiamano strada. Ma è più una stradicciola ritorta e sghemba, come due dita di vecchio parallele e legnose. Ciuffi d’erba radi e acquosi frutti sugli alberi: aureole di mele quando passi, per lo più. Dal mare solo incertezze nelle pause e dolcezze musicali aderenti e lontane (piombano giù): non arrivano non arrivano più qui di quanto arriviamo noi ritti sulla soglia, nell’incertezza. Fermarsi in tempo. Da canestri d’occhi guardare un vaso di zucchero che si rompe. Così.
(Robert Wyatt, Sea Song: http://www.youtube.com/watch?v=7gcLuJC1TeE)
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